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Il piano di lavoro e la GTD

Il piano di lavoro e la GTD
Immagine tratta da Gessetti Colorati

Il piano di lavoro è una tecnica della pedagogia Freinet nata per individualizzare gli apprendimenti senza separare la persona dalla vita cooperativa della classe. Ogni alunno o alunna lavora su obiettivi e attività rispondenti alle proprie esigenze, ma il percorso resta collegato agli scopi, agli strumenti e ai progetti condivisi dal gruppo.

La sua specificità non consiste nel consegnare dall’alto una lista diversa di compiti. Chi apprende viene progressivamente coinvolto nell’individuazione degli obiettivi, nella scelta delle attività, nell’organizzazione del tempo, nella registrazione del lavoro e nell’autovalutazione. Per questo il Movimento di Cooperazione Educativa lo presenta come un’assunzione di responsabilità: autonomia e libertà di scelta sono sostenute da impegni leggibili verso sé stessi e verso la comunità.

Il piano può riunire esercitazioni o “allenamenti”, materiali autocorrettivi, attività in coppia, tutoraggio, testo libero, lettura, ricerca, produzioni artistiche e incarichi relativi a progetti collettivi. Individualizzazione non significa quindi isolamento né solo recupero: permette modalità e tempi differenti, lasciando spazio anche agli interessi e alla creatività.

Come può funzionare

  1. Riconoscere gli obiettivi: rendere espliciti quelli comuni e individuare, attraverso confronto e osservazione, quelli personali.
  2. Scegliere strumenti e attività: predisporre possibilità diverse, comprensibili e accessibili, collegate agli obiettivi.
  3. Organizzare il lavoro: concordare tempi, priorità e forme individuali, in coppia o in piccolo gruppo.
  4. Registrare e condividere: lasciare traccia delle attività svolte e assumersi la responsabilità di raccontare il proprio lavoro.
  5. Autovalutare e riprogettare: verificare i progressi con l’aiuto dell’insegnante e definire il passo successivo.

L’insegnante prepara l’ambiente e i materiali, rende visibili le corrispondenze tra obiettivi e strumenti, accompagna il dialogo metacognitivo e utilizza il tempo di lavoro autonomo per interventi mirati. L’autonomia si costruisce gradualmente: il piano va adattato all’età, all’esperienza della classe e alle condizioni reali in cui viene introdotto.

Il raccordo con la GTD

La Getting Things Done® (GTD) di David Allen è una metodologia di organizzazione personale articolata in cinque movimenti: catturare ciò che richiede attenzione, chiarirne il significato e la prossima azione, organizzare promemoria e materiali, rivedere regolarmente il sistema e scegliere che cosa fare. Non nasce come metodo didattico, ma può offrire strumenti utili soprattutto nella secondaria di secondo grado, negli ITS e all’università, dove progetti, scadenze e responsabilità diventano numerosi.

Piano di lavoro e GTD non vanno confusi: il primo nasce dentro una pedagogia cooperativa e collega percorsi individualizzati alla vita della classe; la seconda è un sistema personale di gestione degli impegni. Il loro incontro può sostenere autonomia e metacognizione, purché l’organizzazione non diventi un fine né trasferisca sulla persona la responsabilità di condizioni scolastiche poco sostenibili.

Fonti

  1. Lo Strumentario
  2. MCE – L'assunzione di responsabilità
  3. Giancarlo Cavinato – Storia del piano di lavoro – Gessetti Colorati
  4. GTD® – I cinque passaggi della metodologia
  5. GTD® for Teens
Approfondimento